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2026-05-06

Instabilità per flesso-torsione nelle strutture in legno | Esempi 2

Nel precedente contributo Instabilità flesso-torsionale nelle costruzioni in legno | Esempi 1, è stata illustrata l'applicazione pratica per la determinazione del momento flettente critico Mcrit o della tensione di flessione critica σcrit per il ribaltamento di una trave inflessa mediante semplici esempi. In questo contributo, il momento flettente critico viene determinato tenendo conto di un appoggio elastico, risultante da un sistema di controventamento.

Modello statico

Per il sistema rappresentato nella figura successiva, le travi principali devono essere analizzate rispetto al ribaltamento. Nel piano di copertura sono presenti sei travi principali come travi parallele con una lunghezza di 18 m e due controventi di irrigidimento. Le travi sui lati a capanna sono sostenute da colonne e non vengono considerate nel calcolo. Sulle travi principali agisce un carico di progetto qd pari a 10 kN/m. L’obiettivo principale è determinare il momento critico di instabilità flesso-torsionale. Non si entrerà ulteriormente nel merito della verifica allo stato limite ultimo né allo stato limite di esercizio.

Dati del modello

GL24h - - Materiale secondo EN 14080
L 18 m Lunghezza della trave
b 120 mm Larghezza della trave
h 1.200 mm Altezza della trave
Iz 172.800.000 mm4 Momento d'inerzia
IT 647.654.753 mm4 Momento d'inerzia torsionale
qd 10 kN/m Carico di progetto
az 600 mm Posizione del carico
e 600 mm Posizione dell’appoggio

Informazione

Anche se nelle equazioni seguenti per E e G non viene esplicitamente indicato nell’indice il riferimento ai valori del 5-% quantile, questi sono comunque stati considerati di conseguenza.

Trave semplicemente appoggiata con cerniere alle estremità senza controventi intermedi

Per completezza, viene dapprima analizzata la trave principale senza ritegno laterale (vedi figura 02). La lunghezza equivalente dell’asta, con un punto di applicazione del carico nella parte superiore della trave principale e con a1 = 1,13 e a2 = 1,44, risulta:

Il momento critico di instabilità flesso-torsionale può quindi essere calcolato come segue:

In questi esempi si rinuncia ad aumentare il prodotto dei quantili del 5% dei parametri di rigidezza a causa dell’omogeneizzazione delle travi in legno lamellare.

Il momento flettente agente sulle travi risulta:

L’analisi agli autovalori fornisce come risultato un fattore di carico di instabilità pari a 0,32. Ne consegue il momento critico di instabilità flesso-torsionale

ed è quindi identico al risultato della soluzione analitica.

Come prevedibile per questa trave snella non controventata, il momento flettente agente è maggiore (di un fattore 3) del momento critico di instabilità flesso-torsionale, e la trave non è quindi sufficientemente vincolata contro il ribaltamento. A tale situazione dovrebbe però porre rimedio un controvento, che viene ora considerato nel calcolo.

Trave semplicemente appoggiata con controventi intermedi rigidi

Se il controvento di irrigidimento è sufficientemente rigido, nella pratica si usa spesso la distanza dei ritegni laterali (ad esempio tramite arcarecci) come lunghezza equivalente dell’asta per la verifica al ribaltamento. Questo approccio è già stato illustrato nel precedente articolo Instabilità flesso-torsionale nelle costruzioni in legno | Esempi 1.

Pertanto, come L viene utilizzato 2,25 m. Per a1 = 1,00 e a2 = 0,00 si ottiene:

Per il momento critico di instabilità flesso-torsionale si ottiene:

Poiché il momento flettente agente sulla trave è minore del momento critico di instabilità flesso-torsionale, la trave, assumendo controventi intermedi rigidi, non è a rischio di ribaltamento.

L’analisi agli autovalori con l’Add-On Verifica legno fornisce come risultato un fattore di carico di instabilità pari a 2,86. Ne consegue il momento critico di instabilità flesso-torsionale

Anche in questo caso entrambi i procedimenti coincidono molto bene.

Trave semplicemente appoggiata con vincolo elastico dell’asta

Come spiegato in Biegedrillknicken im Holzbau - Theorie, in [1 ] per aste appoggiate elasticamente la determinazione della lunghezza equivalente viene ampliata con i fattori α e β.

In questo modo è possibile considerare la rigidezza a taglio di un controvento di irrigidimento per il ribaltamento delle travi principali.

Rigidezza a taglio del controvento di copertura

La determinazione della rigidezza a taglio del controvento può, ad esempio, essere eseguita secondo [2] figura 6.34. Come si può notare, questa dipende dal tipo di controvento, dalla rigidezza a trazione delle diagonali e dei puntoni, dall’inclinazione delle diagonali e dalla cedevolezza dei mezzi di collegamento. Per il controvento di irrigidimento mostrato in figura 01 si ottiene la rigidezza a taglio:

Qui ED è il modulo elastico delle diagonali e AD la loro area della sezione trasversale. L’equazione sopra riportata non include tuttavia la cedevolezza dei mezzi di collegamento delle diagonali. Questa, così come l’allungamento delle diagonali, può essere considerata mediante un’area fittizia della sezione AD'. Ne segue:

con

Le diagonali hanno dimensioni b/h = 120/200 mm e una lunghezza LD di 4,59 m. Il modulo di scorrimento del collegamento su ciascun lato delle diagonali deve essere pari a 110.000 N/mm.

L’area ideale è quindi

AD' = 12.548 mm²

e quindi la rigidezza a taglio di un controvento, con un angolo delle diagonali rispetto all’orditura di 60,64°,

Il vincolo dell’asta per ciascun controvento si può quindi trasformare secondo [2] formula 7.291 come segue:

Per due controventi e sei travi principali, per ogni trave principale è disponibile la seguente costante elastica:

Assumendo che KG = ∞, Kθ = 0, Ky = 0,456 N/mm², e = 600 mm, a1 = 1,13 e a2 = 1,44, si ottiene la lunghezza equivalente dell’asta:

Il momento critico di instabilità flesso-torsionale risulta quindi in un valore utopico di:

Ci si attenderebbe un valore simile a quello del sistema con controventi intermedi rigidi. Come spiegato in Biegedrillknicken im Holzbau - Theorie, l’applicazione della formula estesa con α e β è limitata nel suo impiego.

In senso stretto, essa è valida solo quando è presente una deformazione secondo un ampio arco sinusoidale, cioè quando il vincolo è molto cedevole. In questo esempio ciò non è più il caso. Le funzioni proprie multi-ondulate, che per costanti elastiche maggiori conducono al più piccolo carico di instabilità, non sono incluse nella suddetta equazione, poiché questa si basa su approcci sinusoidali a un solo termine.

Come si vede in figura 7, dall’analisi agli autovalori risulta una forma propria multi-ondulata con un fattore di carico di instabilità pari a 3,49.

A titolo di confronto può essere applicato il procedimento derivato dal Prof. Dr. Heinrich Kreuzinger (2020). Il momento critico di instabilità flesso-torsionale viene calcolato come segue:

La costante n indica la 1ª, 2ª, 3ª… soluzione propria. Di conseguenza devono essere esaminate più soluzioni proprie e il momento critico di instabilità più piccolo risulta essere determinante. Per n = 1…30 si ottengono i seguenti momenti critici di instabilità flesso-torsionale.

n Mcrit [kNm] n Mcrit[kNm]
1 9.523,25 16 2.214,63
2 4.281,26 17 2.339,17
3 2.294,32 18 2.464,92
4 1.605,56 19 2.591,63
5 1.354,68 20 2.719,14
6 1.282,70 21 2.847,30
7 1.294,12 22 2.976,00
8 1.348,81 23 3.105,16
9 1.428,05 24 3.234,71
10 1.522,29 25 3.364,60
11 1.626,24 26 3.494,77
12 1.736,77 27 3.625,20
13 1.851,94 28 3.755,84
14 1.970,50 29 3.886,67
15 2.091,60 30 4.017,68

Per n = 6, Mcrit è minimo e vale 1.282,70 kNm.

La soluzione agli autovalori dell’Add-On Verifica legno (vedi figura 7) fornisce:

I due risultati presentano una buona corrispondenza. Tuttavia, la soluzione analitica è dalla parte della sicurezza, poiché in questo procedimento si assume semplificativamente un andamento costante del momento flettente. Al momento flettente critico costante Mcrit viene poi associato un carico critico qcrit.

Poiché il vincolo dell’asta in questo esempio può essere considerato molto rigido e viene distribuito uniformemente lungo la lunghezza delle travi principali, si ottengono momenti critici di instabilità leggermente maggiori rispetto al singolo appoggio rigido.

Verifica della deformazione del controvento di copertura

Secondo [3] capitolo 9.2.5.3 (2), i controventi di irrigidimento devono essere così rigidi che lo spostamento orizzontale L/500 non venga superato. Il calcolo deve essere eseguito con i valori di progetto delle rigidezze (vedi [1] capitolo NCI Zu 9.2.5.3).

Per kcrit = 0,195, H = 5 m e qp = 0,65 kN/m² come pressione dinamica del vento si ottengono i seguenti carichi (vedi [3] capitolo 9.2.5.3):

La deformazione del controvento di irrigidimento è mostrata in figura 8. In questo caso i carichi sono stati nuovamente dimezzati, poiché sono presenti due controventi di irrigidimento.

La deformazione ammissibile è:

Ciò conferma l’ipotesi di un controvento molto rigido ed è in accordo con i momenti critici di instabilità quasi identici del sistema con controventi intermedi rigidi e del sistema con vincolo elastico dell’asta.

Riepilogo

Systema Mcrit,analytisch Mcrit,Eigenwert
senza controventi intermedi 134,52 kNm 136,39 kNm
con controventi intermedi rigidi 1.063,51 kNm 1.158,92 kNm
con vincolo elastico dell'asta 1.282,70 kNm 1413,71 kNm

È stato mostrato con quali possibilità nelle costruzioni in legno può essere analizzato il ribaltamento delle travi flettenti. Per i metodi più comuni occorre prestare attenzione affinché i controventi di irrigidimento siano sufficientemente rigidi da poter assumere appoggi rigidi. Sono state pertanto illustrate varianti nel caso in cui tale ipotesi non sia soddisfatta. In linea di principio, le travi flettenti e i controventi di irrigidimento devono inoltre essere verificati, secondo la normativa corrispondente, per la loro capacità portante e per la loro idoneità all’uso. Tuttavia, ciò non è oggetto di questo articolo.


Autore

Gerhard lavora nel Product Engineering nel settore delle costruzioni in legno e supporta inoltre il Customer Support. Utilizza la sua esperienza di sviluppo per soluzioni pratiche e realizzabili.

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Bibliografia
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