520x
004009
2024-02-01

Analisi Statica

Il Metodo degli Elementi Finiti (FEM) è una potente tecnica numerica utilizzata in ingegneria civile per analizzare il comportamento delle strutture sotto vari carichi e condizioni al contorno. Rappresenta un approccio matematico che divide modelli complessi in elementi più piccoli e gestibili, permettendo agli ingegneri di avvicinarsi con maggiore precisione al loro comportamento.

Nel contesto dell'ingegneria civile, il FEM è impiegato per prevedere come strutture come ponti, edifici e dighe risponderanno a forze esterne come carichi e condizioni ambientali. L'analisi coinvolge diversi passaggi chiave:

  • Discretizzazione: Il primo passo è dividere l'intera struttura in elementi finiti più piccoli, come triangoli o rettangoli per strutture 2D o tetraedri ed esaedri per strutture 3D. Questi elementi sono interconnessi in punti specifici chiamati nodi.
  • Formulazione delle Equazioni: Per ciascun elemento, vengono formulate equazioni basate sulle leggi fisiche fondamentali, come le equazioni di equilibrio, le relazioni costitutive per i materiali e le condizioni di compatibilità. Queste equazioni sono spesso sotto forma di matrici.
  • Assemblaggio: Le equazioni di ciascun elemento sono combinate per formare un sistema di equazioni per l'intera struttura. Questo processo implica l'assemblaggio della matrice di rigidezza e del vettore di carico considerando i contributi di tutti gli elementi e dei rispettivi nodi.
  • Applicazione delle Condizioni al Contorno: Le condizioni al contorno, rappresentate da supporti e carichi applicati alla struttura, sono applicate al sistema di equazioni. Questo passaggio è cruciale per simulare accuratamente il comportamento reale della struttura.
  • Soluzione: Il sistema di equazioni viene risolto utilizzando tecniche numeriche, come l'inversione di matrici o metodi iterativi. Verranno discusse più avanti in capitoli specifici. La soluzione produce spostamenti, dai quali successivamente si possono calcolare le reazioni e le forze interne all'interno della struttura.
  • Post-Elaborazione: Una volta ottenuta la soluzione, gli ingegneri possono estrarre informazioni preziose come la distribuzione delle tensioni, i modelli di deformazione e i fattori di sicurezza. Durante la Post-Elaborazione, le reazioni e le forze interne sono calcolate, basandosi sui risultati degli spostamenti. Questo aiuta a valutare se la struttura soddisfa i criteri di progettazione e gli standard di sicurezza.

Il FEM offre diversi vantaggi nell'analisi ingegneristica civile:

  • Flessibilità: Il FEM può modellare geometrie complesse e comportamenti dei materiali che si incontrano spesso nei progetti di ingegneria civile.
  • Accuratezza: Dividendo le strutture in elementi più piccoli, il FEM fornisce una rappresentazione più accurata del loro comportamento rispetto ai metodi analitici semplificati.
  • Versatilità: Il FEM può analizzare una vasta gamma di carichi, inclusi interazioni statiche, dinamiche, termiche e fluido-struttura.
  • Ottimizzazione: Il FEM può essere utilizzato per ottimizzare i progetti perfezionando iterativamente la struttura basandosi sui risultati dell'analisi.
  • Simulazioni Realistiche: Il FEM consente agli ingegneri di simulare il comportamento delle strutture in diverse condizioni, permettendo di prendere decisioni di progettazione migliori e di comprendere i possibili modi di fallimento.

I prossimi due sottocapitoli trattano i risolutori lineari e non lineari. Di seguito, vengono brevemente spiegate le loro differenze e caratteristiche speciali.

Nel contesto del software FEM, la distinzione tra risolutori lineari e non lineari riguarda il modo in cui gestiscono il comportamento dei materiali e delle strutture in risposta ai carichi applicati. In generale, le differenze tra risolutori lineari e non lineari sono le seguenti:

Risolutore Lineare

Un risolutore lineare si utilizza quando il comportamento del materiale o della struttura può essere approssimato come lineare. Il comportamento lineare implica che la relazione tra tensioni e deformazioni rimanga costante indipendentemente dall'entità dei carichi applicati. In altre parole, si applica il principio di sovrapposizione, il che significa che la risposta a una combinazione di carichi è semplicemente la somma delle risposte a ciascun carico individuale.

I risolutori lineari sono più veloci e spesso più semplici da implementare perché possono utilizzare metodi di soluzione diretti, come l'eliminazione di Gauss o la fattorizzazione delle matrici, per risolvere il sistema di equazioni. Questi risolutori sono indicati per casi in cui le deformazioni sono piccole e i materiali si comportano elasticamente senza subire significativi cambiamenti di rigidezza o geometria.

Risolutore Non Lineare

Un risolutore non lineare è richiesto quando il comportamento del materiale o della struttura è non lineare. Il comportamento non lineare può derivare da fattori come grandi deformazioni, cedimento dei materiali, contatto tra superfici o cambiamenti di rigidezza dovuti a danni o altri effetti.

Nell'analisi non lineare, la relazione tra tensioni e deformazioni non è costante e il principio di sovrapposizione non è più valido. Questo significa che la risposta a carichi combinati non può essere determinata semplicemente sommando le risposte a carichi individuali.

I risolutori non lineari utilizzano metodi iterativi per approssimare la soluzione. Tipicamente coinvolgono l'aggiornamento della matrice di rigidezza e l'iterazione fino al raggiungimento della convergenza. In RFEM, sono disponibili diversi metodi di soluzione spiegati più dettagliatamente nel sottocapitolo Nonlinear Solvers.

Differenze Chiave

Le principali differenze tra risolutori lineari e non lineari sono riportate nella seguente tabella.

Aspetto Risolutore Lineare Risolutore Non Lineare
Assunzione Comportamentale Suppone comportamento lineare del materiale e segue il principio di sovrapposizione. Considera comportamento non lineare del materiale, non linearità geometrica e altri effetti complessi.
Approccio alla Soluzione Utilizza metodi di soluzione diretti per il sistema di equazioni. Impiega metodi iterativi che richiedono più iterazioni per convergere.
Sfide di Convergenza La convergenza tipicamente non è una preoccupazione importante. La convergenza può essere sfidante a causa del comportamento non lineare. Indovinelli iniziali adeguati e strategie di soluzione sono cruciali.
Tempo di Calcolo Generalmente più rapido dei risolutori non lineari. Più lento a causa della natura iterativa e della complessità del problema.
Applicazioni Adatto per casi con piccole deformazioni e comportamento lineare del materiale. Richiesto per casi che coinvolgono grandi deformazioni, cedimento, contatto e altri effetti non lineari.

Informazione

In sintesi, la scelta tra risolutori lineari e non lineari nel software FEM dipende dalla complessità del problema e dal comportamento dei materiali e delle strutture da analizzare: i risolutori non lineari sono essenziali quando si affrontano significative deformazioni, materiali non lineari o condizioni di contatto complesse. I risolutori lineari sono adatti per casi più semplici in cui il comportamento del materiale rimane lineare.

Capitolo principale