Modelli di materiale
Se nelle Informazioni di base del modello l'Add-On di analisi Comportamento non lineare del materiale è attivato (è richiesta una licenza), oltre ai modelli di materiale Isotropo | Elastico lineare e Ortotropo | Elastico lineare nella lista dei modelli di materiale sono disponibili ulteriori opzioni.
Metodo di calcolo
Se si utilizza un modello di materiale non lineare, viene sempre eseguito un calcolo iterativo. A seconda del modello di materiale viene definita una diversa relazione tra tensioni e deformazioni.
La rigidezza degli elementi finiti viene adattata ripetutamente nel corso delle iterazioni, fino a quando la relazione tensioni-deformazioni è rispettata. L'adattamento avviene sempre per un intero elemento di superficie o solido. Per la valutazione delle tensioni si dovrebbe quindi sempre utilizzare il tipo di smussatura Costante negli elementi della mesh.
Modelli di materiale plastici e non linearmente elastici
Alcuni modelli di materiale sono designati in RFEM come "plastici", altri come "non linearmente elastici". Se un componente con materiale non linearmente elastico viene di nuovo scaricato, la deformazione torna indietro lungo lo stesso percorso. Al completo scaricamento non rimane alcuna deformazione.
Al momento dello scaricamento di un componente con un modello di materiale plastico rimane dopo lo scaricamento completo una deformazione residua.
Il carico e lo scaricamento possono essere simulati con l'Add-On Analisi delle fasi costruttive.
Forze interne della superficie
Le forze interne nelle piastre con materiale non lineare risultano dall'integrazione numerica delle tensioni lungo lo spessore della piastra. Per definire il metodo di integrazione per lo spessore, attivare nel dialogo 'Modifica spessore' l'opzione Indicare il metodo di integrazione. In questo modo sono disponibili i seguenti metodi di integrazione:
- Quadratura di Gauss-Lobatto
- Regola di Simpson
- Regola dei trapezi
Inoltre è possibile definire il 'Numero di punti di integrazione' attraverso lo spessore della piastra da 3 a 99.
Isotropo | Plastico (aste)
Se nella lista a discesa 'Modello di materiale' si seleziona la voce Isotropo | Plastico (aste), la scheda per l'immissione dei parametri non lineari del materiale diventa attiva.
In questa scheda si definisce il diagramma tensione-deformazione. A tale scopo sono disponibili le seguenti opzioni:
- Standard
- Bilineare
- Diagramma
Se è stata selezionata l'opzione Standard, RFEM utilizza un modello di materiale bilineare. Per il modulo di elasticità E e la tensione di snervamento fy vengono utilizzati i valori del database dei materiali. Per ragioni numeriche il ramo non procede esattamente in orizzontale, ma ha una piccola pendenza Ep.
Se si desidera modificare i valori per il limite di snervamento e il modulo di elasticità, attivare nella scheda 'Base' la casella di controllo Materiale definito dall'utente.
Con la definizione bilineare è possibile inserire anche il valore di Ep.
Relazioni più complesse tra tensione e deformazione si definiscono tramite Diagramma tensione-deformazione. Se si seleziona questa opzione, viene visualizzata la scheda 'Diagramma tensione-deformazione'.
Definire in ogni riga un punto della relazione tensioni-deformazioni. Come deve proseguire il diagramma dopo l'ultimo punto di definizione è possibile selezionarlo nella lista 'Fine del diagramma' sotto il diagramma:
Con la 'Rottura' la tensione dopo l'ultimo punto di definizione torna a zero (ad esempio quando il materiale si rompe). 'Snervamento' significa che la tensione rimane costante all'aumentare della deformazione. 'Continuo' significa che la curva prosegue con la pendenza dell'ultimo tratto.
Isotropo | Plastico (superfici/corpi solidi)
Se nella lista a discesa 'Modello di materiale' si seleziona la voce Isotropo | Plastico (superfici/corpi solidi), la scheda per l'immissione dei parametri non lineari del materiale diventa attiva.
Selezionare innanzitutto l'"Ipotesi di rottura per tensione'. Sono disponibili le seguenti ipotesi:
- von Mises (ipotesi dell'energia di deformazione)
- Tresca (ipotesi della tensione di taglio)
- Drucker-Prager
- Mohr-Coulomb
Se si seleziona von Mises, nel diagramma tensione-deformazione vengono utilizzate le seguenti tensioni:
- Superfici
- Corpi solidi
Secondo l'ipotesi di Tresca vengono utilizzate queste tensioni:
- Superfici
- Corpi solidi
Secondo l'ipotesi di Drucker-Prager viene utilizzata questa tensione per superfici e volumi:
|
σc |
Tensione limite di compressione |
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σt |
Tensione limite per trazione |
Secondo l'ipotesi di Mohr-Coulomb viene utilizzata la seguente tensione per superfici e volumi:
Isotropo | Non linearmente elastico (aste)
Il funzionamento corrisponde in gran parte a quello del modello di materiale Plastico (aste). A differenza di questo, però, dopo lo scaricamento non rimane alcuna deformazione plastica.
Isotropo | Non linearmente elastico (superfici/corpi solidi)
Il funzionamento corrisponde in gran parte a quello del modello di materiale Plastico (superfici/corpi solidi). A differenza di questo, però, dopo lo scaricamento non rimane alcuna deformazione plastica.
Isotropo | Danno (superfici/corpi solidi)
A differenza di altri modelli di materiale, il diagramma tensione-deformazione per questo modello di materiale non è antimetrico rispetto all'origine. In questo modo, con questo modello di materiale è possibile rappresentare ad esempio il comportamento del calcestruzzo fibrorinforzato. Per indicazioni dettagliate sulla modellazione del calcestruzzo fibrorinforzato, consultare l'articolo tecnico Proprietà del materiale del calcestruzzo fibrorinforzato.
La rigidezza isotropa viene ridotta con un parametro scalare di danno. Questo parametro di danno si determina dall'andamento della tensione definita nel diagramma. In tal caso non viene considerata la direzione delle tensioni principali, ma il danno avviene piuttosto nella direzione della deformazione equivalente, che tiene conto anche della terza direzione perpendicolare al piano. La zona di trazione e quella di compressione del tensore delle tensioni vengono trattate separatamente. Si applicano parametri di danno differenti.
La 'Dimensione dell'elemento di riferimento' determina come la deformazione nella zona delle fessure viene scalata sulla lunghezza dell'elemento. Con il valore preimpostato zero non avviene alcuna scalatura. In questo modo il comportamento del materiale del calcestruzzo fibrorinforzato viene rappresentato in modo realistico.
Ortotropo | Danno anisotropo
I materiali legnosi hanno proprietà dipendenti dalla direzione (anisotrope). Le direzioni principali anisotrope corrono nella direzione della fibratura, in direzione radiale e tangenziale. Nella scheda Ortotropo | Danno anisotropo è possibile definire le proprietà non lineari.
Questo modello di materiale implementa un modello di danno con otto criteri di rottura per il legno. Il legno si comporta quasi fragile sotto trazione e taglio e duttile sotto compressione. Si rompe nei piani determinati dal decorso della fibratura. Il modello di danno secondo Sandhaas [2] descrive otto criteri di rottura distinti (uno per quadrante dello spazio delle tensioni), che controllano nove fattori di riduzione della rigidezza.
L'asse locale x corre nella direzione della fibratura, l'asse y in direzione radiale e l'asse z in direzione tangenziale. Ogni criterio è una funzione di tensione F che raggiunge il valore 1 al momento dell'inizio del danno. Quattro di questi sono semplici criteri di tensione massima. I quattro criteri per trazione trasversale e taglio sono ellittici: la rottura fragile (fessurazione) viene innescata dalla trazione nel rispettivo piano.
Indicare le resistenze limite del materiale nonché l'energia di rottura per trazione e per taglio per ogni direzione.
Ortotropo | Plastico (superfici) / Plastico (corpi solidi)
Il modello di materiale secondo Tsai-Wu unisce proprietà plastiche e ortotrope. In questo modo sono possibili modellazioni specifiche di materiali con caratteristiche anisotrope come plastici fibrorinforzati o legno.
Al momento dello snervamento del materiale le tensioni rimangono costanti. Avviene una ridistribuzione in funzione delle rigidezze presenti nelle singole direzioni.
La zona elastica corrisponde al modello di materiale Elastico lineare (corpi solidi). Per la zona plastica vale la seguente condizione di snervamento secondo Tsai-Wu:
- Superfici
- Corpi solidi
Tutte le resistenze devono essere definite come valori positivi.
La condizione di snervamento può essere immaginata come una superficie ellittica nello spazio delle tensioni a sei dimensioni. Se una delle tre componenti di tensione viene assunta come valore costante, la superficie può essere proiettata su uno spazio delle tensioni tridimensionale.
Se il valore di fy(σ) secondo l'equazione Tsai-Wu, tensione-piana è minore di 1, le tensioni si trovano nella zona elastica. La zona plastica è raggiunta non appena fy(σ) = 1. Valori superiori a 1 non sono ammessi. Il modello si comporta in modo idealmente plastico, cioè non avviene alcun irrigidimento.
Ortotropo | Plastico | Saldatura (superfici)
Questo modello di materiale viene utilizzato nelle analisi con l'Add-On Connessioni in acciaio per rappresentare il comportamento delle saldature in conformità alle norme. Nella superficie equivalente nascono solo tensioni che corrispondono alle componenti di tensione σ⊥, τ⊥ e τ|| della saldatura. Nelle restanti direzioni di tensione la rigidezza della superficie equivalente tende a zero.
Nella scheda 'Ortotropo | Plastico | Saldatura (superfici)' è possibile definire i parametri per la considerazione dell'incrudimento plastico del materiale nelle saldature, ad esempio i valori limite fekv e fx per la verifica delle tensioni secondo il "metodo direzionale" secondo EN 1993-1-8 [1] per le saldature, modificati con una quota plastica (vedere anche l'articolo tecnico Verifica dei filetti di saldatura).
Calcestruzzo
Per il tipo di materiale 'Calcestruzzo' sono disponibili i modelli di materiale non lineari Anisotropo | Danno e Isotropo | Danno (superfici/corpi solidi).
Questi modelli di materiale sono descritti nel capitolo Anisotropo | Danno del manuale del calcestruzzo rispettivamente sopra nella sezione Danno (superfici/corpi solidi).
Muratura
Se nelle Informazioni di base del modello l'Add-On di dimensionamento Dimensionamento della muratura è attivato (è richiesta una licenza), per il tipo di materiale 'Muratura' sono disponibili i modelli di materiale non lineari Isotropo | Muratura | Plastico (superfici) e Ortotropo | Muratura | Plastico (superfici).
I due modelli di materiale sono descritti nel capitolo Materiali del manuale della muratura.
Tessuto
La libreria dei materiali contiene due serie per il tipo di materiale 'Tessuto':
- Vetro-PTFE: tessuto in vetro rivestito con politetrafluoroetilene (PTFE)
- PES-PVC: tessuto in poliestere rivestito con cloruro di polivinile (PVC)
Per i materiali in tessuto, oltre al modello di materiale lineare ortotropo, è disponibile il modello di materiale non lineare Ortotropo | Tessuto | Non linearmente elastico (superfici).
Questo modello di materiale consente una rappresentazione realistica del comportamento ortotropo di membrane tessili precompresse, le cui rigidezze in ordito e trama sono diverse. Descrive il tessuto tramite un elemento solido rappresentativo (RVE) della sua microstruttura. Grazie alla considerazione della geometria del tessuto, il modello rileva per tutti gli stati di forza nella membrana il corrispondente effetto di Poisson. Poiché viene considerato anche lo sviluppo della rigidezza del tessuto dipendente dal carico, è possibile un'analisi precisa delle strutture a membrana.
I parametri caratteristici dei tessuti vengono determinati in prove biaxiali, da cui risultano i moduli di elasticità Ex ed Ey nonché il modulo di taglio Gxy. L'accoppiamento tra direzione dell'ordito e della trama nasce però dalla geometria dei fili: sotto carico cambia l'ondulazione dei fili in entrambe le direzioni. Questo effetto è definito in inglese crimp interchange. Il modello di materiale ricava quindi la risposta del materiale da una cella unitaria della struttura del tessuto. Questa cella unitaria tiene conto anche della sua propria nonlinearità geometrica. In questo modello non vengono utilizzati coefficienti di Poisson. L'accoppiamento delle due direzioni avviene tramite il Parametro R della cella unitaria.
Come per tutti i modelli di materiale non linearmente elastici, allo scaricamento la deformazione torna indietro lungo lo stesso percorso. Il calcolo avviene in modo iterativo.
Selezionare nella lista 'Strutture tessili' il tipo di fabbricazione del tessuto. Sono disponibili due opzioni:
- Armatura a tela
- Armatura a panama
Indicare il modulo di elasticità in direzione x (ordito) e in direzione y (trama). Poiché i moduli di taglio Gyz e Gxz nei tessuti sono sempre nulli, viene offerto solo il campo di immissione Gxy per il modulo di taglio nel piano del tessuto. Anche questo valore può essere nullo.
Il parametro R descrive il rapporto tra altezza e lunghezza dell'elemento solido rappresentativo (RVE). Questo valore deve essere compreso tra 0 e 1.
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h0 |
Altezza della cella unitaria perpendicolarmente al piano della membrana |
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l0 |
Lunghezza della cella unitaria |
Per i materiali della libreria R = 0.25 è preimpostato e, come gli altri parametri caratteristici, non modificabile. Per un materiale definito dall'utente è possibile adattare R.
Se necessario, adattare i coefficienti di dilatazione termica del tessuto αx in direzione dell'ordito e αy in direzione della trama. Possono anche essere nulli.
Nella scheda 'Valori del materiale' i parametri caratteristici di un tessuto sono indicati come è consueto nel settore delle membrane. La direzione x corrisponde alla direzione dell'ordito, la direzione y alla direzione della trama.
Spessore del tessuto
Lo spessore di una membrana è molto ridotto e difficilmente può essere determinato in modo univoco. Nel settore delle membrane rigidezze e resistenze vengono quindi indicate in relazione alla larghezza, ad esempio in kN/m. RFEM adotta questa convenzione e converte i valori attraverso lo spessore di riferimento tref in grandezze di tensione.
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Ex,MV / Ey,MV / Gxy,MV |
Rigidezze nella scheda 'Proprietà del materiale' |
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tref |
Spessore di riferimento |
Questi valori appaiono nella scheda Valori del materiale. Se si assegna un tessuto a uno spessore, RFEM assume lo spessore di riferimento tref del materiale come spessore d.
La rigidezza della membrana Ex · tref corrisponde al valore riferito alla larghezza della libreria. Deformazioni e forze della membrana come nx e ny in kN/m non dipendono quindi dal valore numerico dello spessore di riferimento, purché tutti i parametri caratteristici siano riferiti allo stesso spessore di riferimento. Le tensioni si riferiscono invece allo spessore di riferimento.
Se per un materiale definito dall'utente si modifica lo spessore di riferimento nella scheda 'Valori del materiale', ciò influisce sui valori nella scheda del modello di materiale. Definire pertanto prima lo spessore di riferimento e solo successivamente le rigidezze.
Indicazioni per Form-Finding e dimensionamento
Il processo di Form-Finding è indipendente dal materiale. I parametri caratteristici del tessuto non hanno alcuna influenza sulla forma trovata. Essi influiscono solo sul successivo calcolo sotto carico. I fondamenti sono descritti nel capitolo Processo di Form-Finding del manuale Form-Finding.
Una precompressione ortotropa costante non è fisicamente realizzabile su superfici a doppia curvatura. Se nel metodo standard si combina una precompressione ortotropa con un numero molto elevato di iterazioni di Form-Finding, possono verificarsi movimenti di scivolamento tangenziali nel piano della membrana, un diagramma di convergenza irregolare e grandi deformazioni nel piano. Questo comportamento è indipendente dal modello di materiale. Utilizzare il numero preimpostato di iterazioni oppure selezionare il metodo di proiezione.